Kalamos-Tramutola-LavatoioTra i tanti comuni lucani oggi vi parliamo di Tramutola. Un piccolo borgo lucano, in provincia di Potenza, fondato dai benedettini proprio per la sua abbondanza di acqua.

Le stradine che la caratterizzano sono costellate di vecchi palazzi i cui portali e loggiati dando al paese un’aria antica e trasognante tanto che il paese sembra fermo nel tempo, conservando l’originaria struttura medioevale.

Uno dei simboli di Tramutola è il rione “N’cap l’acqua“: lavatoio comunale in cui da sempre le donne si ritrovavano per lavare. Il luogo, un tempo, era anche sede di un mulino per la macina del grano. I resti di tale attività oggi sono visibili all’interno di un edificio, ristrutturato e di proprietà comunale, in cui è stato ricostruito l’impianto di molitura che veniva alimentato da una cisterna la cui acqua proveniva della sorgente Casamasone.
Un altro mulino, ristrutturato e di proprietà del comune, è situato all’ingresso del paese, in località S. Carlo, ed è alimentato da un monumentale acquedotto su archi.
Numerosi documenti, rinvenuti in archivi pubblici e privati, registrano la forte importanza dell’acqua per l’economia del paese e la presenza di diversi opifici. Di questi però restano pochi ruderi. È ancora visibile invece il mulino costruito sul torrente Caolo. Si tratta di un opificio molto grande, costruito alla fine dell’ Ottocento, strutturato su due piani, che rappresenta uno degli esemplari più interessanti, data la presenza di una grande cisterna circolare, tipica dei mulini ad acqua dell’area, affiancata da un’altra grande vasca di raccolta. Ancora visibile l’impianto di molitura e l’abitazione del proprietario.

Fonte:

G. Petrone, Macchine animate dall’acqua (I mulini del Parco Nazionale dell’Appennino Lucano Val d’Agri Lagonegrese), edizione Ente Parco.

 

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