Feste e riti

  • U Strittul ru Zafaran (dal 7 al 10 agosto, la prima edizione fu svolta nel 2003)

“U strittul ru zafaran”, ovvero “il vicolo del peperone”: una vera prelibatezza da gustare, in tutte le sue possibili varianti, si degusta l’8 e il 9 agosto nei caratteristici vicoli di Senise. La Sagra esalta questo prodotto che viene fatto essiccare al sole per poi essere fritto o ripassato in padella, con baccalà o cime di rapa, che regala gioie al palato anche fresco, magari ripieno con mollica di pane e alici. Giochi e intrattenimenti per i ragazzi, la divertente sfida fra i rioni e le visite guidate nel centro storico di Senise completano il programma di questa due giorni di festa.

  • Festa di San Rocco (annuale 16 agosto)

La festa dedicata al Santo patrono, San Rocco, si festeggia a Senise il 16 agosto di ogni anno.

Dura quattro giorni e comincia, con la tradizionale sfilata dei ceri votivi, i ciri e le gregne, in segno di preghiera e ringraziamento.

Accompagnato dalla musica di gruppi folk, il corteo di uomini e donne con in equilibrio sulla testa i tradizionali manufatti, sfila per le vie del paese, quale testimonianza di una delle usanze più antiche della festa del santo patrono, fortunatamente mantenuta viva da famiglie che ogni anno allestiscono i famigerati telai di ceri e orpelli vari, riportando la mente alle più antiche manifestazioni votive popolari.

A seguire, nel tardo pomeriggio, poi, riprendendo un’altra antica tradizione, perduta negli anni scorsi, i componenti del comitato festa, insieme al parroco e ai sacerdoti, e grazie anche alla collaborazione dell’associazione Correre Pollino organizzano una gara podistica “Trofeo di San Rocco città di Senise”.

La serata si conclude, con la sagra del fusillo casereccio e ‘ru Zafaran Bastat’, il tipico peperone di Senise in pastella.

Nella giornata del 16 invece, si ferma il programma civile per dare spazio alle attività religiose, nel giorno in cui il canone prevede la festa di san Rocco da Montpelier. In mattinata il Santo viene portato in processione per le vie del paese accompagnato dal tradizionale concerto del gruppo bandistico.

A conclusione di tutto il tradizionale spettacolo di fuochi pirotecnici. Quanto al programma religioso si annuncia la consueta partecipazione di massa. La processione del Santo si svolge in due diversi momenti.

La parte alta del paese è interessata il giorno prima, il 15, in concomitanza con la festività dell’Assunta e con la messa in piazza San Biagio, mentre nella parte bassa la statua del santo sfila il giorno seguente, preceduto dai ceri votivi e dal tradizionale Palo di San Rocco, portato in equilibrio da giovani senisesi, tradizione che ispirò un celebre quadro di Luigi Guerricchio.

  • I ceri e le gregne
I ceri

I ceri

Durante le festività religiose in ogni paese esiste ancora l’usanza di offrire ceri votivi che vengono portati sulla testa dalle donne in processione. L’espressione forse più significativa della religiosità popolare è rappresentata dalla festa del Santuario della Madonna del Pollino, sintesi dei valori antropologici e della cultura popolare locale; durante la festa religiosa un numero altissimo di persone, giunte da vari paesi della Basilicata e della Calabria, dimora per tre giorni nei boschi circostanti il Santuario ed il terzo giorno accompagna la statua della Madonna in processione; a rendere la festa più suggestiva sono i canti, la musica e le danze, ma soprattutto il trasporto in un mondo arcaico che si colora di presente.

Secondo la tradizione, il culto della Vergine del Pollino ebbe inizio fra il 1725 ed il 1730 ed è anch’esso legato all’acqua. Si narra infatti che due donne di San Severino, incuriosite dalle parole di un pastore che raccontava di aver avuto l’apparizione della Madonna sul monte Pollino, mentre pascolava il suo gregge, decisero di recarvisi con la speranza che l’evento si ripetesse; ma prima di scoprire la grotta entro cui era nascosta una piccola statua della Madonna, videro sgorgare da una roccia dell’acqua limpida e fresca con la quale poterono dissetarsi.

Le gregne

Le gregne

I ceri votivi sono composizioni di candele intrecciate con nastrini e incastonati su una base, sono appositamente costruiti da abili artigiani in onore della Madonna. Sono denominati anche i 12 ceri della Madonna, sono di ridotte dimensioni proprio perché vengono portati dai bambini dai 3 ai 12 anni.

Le candele, la luce che illumina e salva il mondo, il grano, la ricchezza del mondo contadino. Una fede che deriva dal donare il grano che in passato non era molto abbondante, come lo è oggi, e il cero, il segno della luce nel mondo. Tutti segni devozionali, un modo comune per chiedere le stesse cose, per invocare la grazia della Madonna oppure semplicemente per ringraziarla per quello che si ha.

Le strutture, belle da guardare e allegre per le danze che con esse si fanno sono usate in diversi paesi del territorio.