Orazio1
Fonte Bandusia: gli itinerari.
25 novembre 2017

Bernalda, sulla via dell’Agri.

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La costruzione dell’acquedotto dell’Agri dal quale dipende l’edificio sito a Bernalda, fu terminata nel
1937.
Con quest’opera di dimensioni considerevoli e di alta ingegneria idraulica, la Basilicata venne dotata di una rete idrica estremamente efficiente (lunga 300 km e 25 centri serviti in provincia di Potenza e Matera), in grado di promuovere sviluppo e modernizzazione anche nelle aree più interne.
La condotta aveva inizio a Paterno e percorreva grandi e piccoli centri delle due provincie lucane.
Lungo il percorso erano collocati 34 serbatoi (di cui 8 interrati, 18 seminterrati, 2 gallerie sotterranee, 1 pensile e 5 sopraelevati).
I serbatoi di accumulo in alcuni casi presero il posto delle antiche fortificazioni dei centri storici (come ad esempio a Pisticci e a Montescaglioso, dove vennero distrutte le vecchie torri e al loro posto sorsero le torri idriche in stile neo-gotico oppure a Craco dove il serbatoio fu inserito nella fortificazione medioevale).
A Bernalda, la struttura idrica fu ubicata nell’area di espansione novecentesca del centro abitato, oggi Via Cairoli.
I lavori di costruzione terminarono intorno al 1935.
L’imponente edificio con struttura portante in cemento armato e tamponamenti in laterizio, ha pianta rettangolare con i lati di lnghezza pari a circa 16*12 m e si sviluppa su sei piani, di cui i primi 4 con funzione abitativa mentre gli ultimi 2 destinati ad accogliere il serbatoio.
Il piano terra è occupato, nella parte centrale dall’atrio d’ingresso e dal gruppo scale, ai lati dei quali si snodano in maniera speculare le stanze.
Lo stesso schema si ripete nei successivi quattro piani. Il quinto e il sesto sono, come detto, occupati da una enorme vasca di accumulo in acciaio, attraversata da un grosso tubo in cui è inserita una scaa a chiocciola che consente di accedere al terrazzo di copertura.
L’edificio è stato nel tempo adibito a varie funzioni tra cui quella abitativa e scolastica.
Considerata la particolare connotazione storico-artistica del manufatto, al fine di assicurarne la tutela e la conservazione è stato riconosciuto bene culturale con il D.l. del 22 gennaio 2004, n. 42 art. 10 comma 3 lettera d.

Alcune foto dell’acquedotto e dei paesi che attraversa:

*Le foto sono state prese dal web e i diritti appartengono ai rispettivi autori tra i quali Andrea De Palma (link: https://fascismoinmostra.it)

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